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Lo
Shiatsu
Lo
Shiatsu è una disciplina a cui ci siamo avvicinati proprio perché
coerente con quello che avevo cominciato ad imparare essere
necessario all’uomo: venir considerato nella sua interezza, sia
per quanto riguarda la vita quotidiana ed il suo rapporto con
l’ambiente, sia per la cura di malesseri e malattie: la buona
salute, per il cui mantenimento il Viet Tai Chi è il mezzo dinamico
e lo Shiatsu quello statico e tecnico.
Alla
fine, o meglio, a questo punto del nostro apprendimento, il
risultato è la constatazione che entrambi si integrano e completano,
comprendendo aspetti complementari e mai in contraddizione della
considerazione che si deve avere dei vari livelli a cui si tratta
una persona o se stessi per un miglior stato di salute fisica e
mentale.
Conosciute
e praticate da migliaia di anni, sia il Viet Tai Chi che lo Shiatsu
sono stati codificati e riconosciuti ufficialmente solo in tempi
recenti, il primo, con il lungo lavoro di studio e adattamento del M°
Phan Hoang, mentre l’ultimo nel 1955, quando il Ministero della
Sanità Giapponese lo riconosce come “una forma di manipolazione
che si esercita con i pollici, le altre dita e i palmi delle mani
senza l’ausilio di strumenti meccanici e di altro genere,
consistente nella pressione sulla cute intesa a correggere
disfunzioni interne, a migliorare e conservare lo stato di
salute”.
E’
nel VI secolo d.C. che, grazie ai monaci buddisti, la cultura cinese
arriva in Giappone, ed essa, che comprende più che distinti settori
piuttosto un’intera filosofia di vita, trova anche qui largo
consenso; le tecniche del massaggio, ed in particolare alcune di
esse (Li Fa, Tui Fa, An Fa e Dianxue Fa), vengono assorbite e fatte
proprie fino a far derivare dalle loro caratteristiche prese delle
mani sul corpo una tecnica giapponese originale: nasce lo Shiatsu,
da Shi= dito/atsu= pressione.
La
pressione costante delle dita sul corpo diventa uno strumento di
buona salute, ma è necessario, certamente, che non sia effettuata
in modo indifferenziato, bensì sia piuttosto mirata a seguire i
percorsi dell’energia interna che pertiene ad ogni essere vivente
come anche a sostanze ed elementi. La capacità di trasformazione
del legno che brucia e che bruciando produce calore, ad esempio, è
chiara dimostrazione dell’energia della sostanza legno. Negli
esseri viventi, in particolare, l’energia vive, pulsa e circola in
modo armonioso e fluido, sempre in movimento: se ristagna, se si
blocca, ecco che insorgono una malattia, il malessere, la tristezza
ed il cattivo funzionamento dei nostri organi e visceri. Lo scopo
principale delle discipline orientali è di ripristinare
l’equilibrio perduto dell’organismo, al fine di fare scorrere
nuovamente l’energia in modo corretto. Bisogna quindi individuare
i punti esatti in cui l’energia stessa si è bloccata e stimolare
quelli che agiscono come delle “porte” d’ingresso e di uscita
della nostra energia.
La
medicina cinese tradizionale, com’è noto, si fonda sulla
prevenzione, intesa però molto diversamente che nel mondo
occidentale, in quanto lo scopo è quello di evitare addirittura
l’insorgere della malattia piuttosto che cercare di coglierla ad
uno stadio quanto più iniziale possibile, come invece si tende a
fare nella cultura occidentale. Quando si riuscisse ad ottenere lo
scorrimento corretto dell’Energia nel corpo dell’uomo, si
otterrebbe proprio questo, di mantenere fin dall’inizio lo stato
di buona salute e di non lasciar spazio quindi alla patologia.
Un
altro aspetto importante della filosofia che sta a monte della
medicina tradizionale cinese, inoltre, è dato dalla fiducia che
l’uomo orientale ha nella capacità di autoguarigione del corpo,
una volta che gli venga (ri)data la condizione di equilibrio
energetico. Lo shiatsu, infatti, tende principalmente a
rafforzare la parte sana del corpo affinché questa riesca a
contrastare la disfunzione della parte malata, concentrandosi sul
problema, autoresponsabilizzandosi e puntando ad un obiettivo che è
incentrato su se stessi in modo sano e cosciente: non l’egoismo di
chi sterilmente esige e fissa l’attenzione solo sui propri mali,
ma la maturità di affrontare un problema e di impegnarsi in prima
persona nel risolverlo. Questo duplice aspetto è significativo
perché assolutamente coerente con l’insieme della visione
dell’uomo che vige nella cultura orientale, ovvero quell’idea
globale, complessiva, olistica che fa dell’uomo un’entità unica,
non scindibile cioè nei suoi aspetti fisico, mentale, emotivo,
nelle sue pratiche d’educazione alimentare, igienica, sportiva,
sessuale, e in ciò che è a lui correlato, come l’ambiente in cui
vive e da cui assorbe e nel quale rilascia energie positive e
negative. In questo senso ogni persona merita e necessita di un
trattamento mirato, che tenga conto non solo dei motivi fisici che
l’hanno portata a richiedere un massaggio o una serie di massaggi
shiatsu, ma anche della sua storia personale ed individuale, passata
ed in atto, così da individuare i suoi punti di forza e le carenze,
e per poter sciogliere quei “nodi” che, verosimilmente formatisi
da un certo tempo e secondo certi modi, sono diversi da persona a
persona.
Sulla
base del principio del movimento come immanente e necessario in
tutti i processi, tale per cui la sua assenza, ovvero la staticità
dell’energia, causa la malattia, deriva la teoria dello Yin e
Yang, le due facce di ogni fenomeno esistente, una bipolarità che
vede presente sempre l’uno nell’altro, e viceversa (ma vale
anche il contrario, per cui dalla presenza dello Yin e Yang discende
la necessità del movimento in tutte le manifestazioni della vita).
Tutte le tradizioni, del resto, prevedono la necessità di un
aspetto e del suo opposto, del buio e della luce, dell’uomo e
della donna, e comunque è questa una considerazione che ci può
venire spontanea anche nella vita quotidiana, riscontrando che
niente di ciò che esiste è solo bello o solo brutto, è solo caldo
e solare o solo freddo ed oscuro. Anche una donna, che nella sua
essenza è tendenzialmente Yin, è più yang se è giovane rispetto
ad una donna più anziana, etc. Si potrebbe così continuare senza
fine, in una ciclicità che riprende quella spiegata dalla teoria
dello Yin e dello Yang.
I
due aspetti sono dunque, nel loro stato ideale, opposti e
complementari, in equilibrio, non definibili in termini assoluti
perché sempre relativi l’uno rispetto all’altro, e ognuno
l’origine dell’altro. Lo scopo dello shiatsu, come anche
dell’agopuntura, del Tai Chi e delle pratiche orientali mirate
alla buona salute, è di mantenere questo stato in un fluire
costante ed armonioso.
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